• 23/07/2014

Approvata risoluzione in commissione che chiede interventi al governo

“Intervenire in tempi rapidi nelle competenti sedi europee per tutelare le imprese risicole italiane attivando la clausola di salvaguardia prevista dal regolamento europeo e adottando le iniziative necessarie per rendere immediatamente applicabile al riso la normativa sull'etichettatura di origine dei prodotti agroalimentari. Sarebbero queste delle soluzioni che permetterebbero di aiutare i consumatori e gli operatori della filiera risicola che risentono della completa liberalizzazione tariffaria avvenuta dal 2009 per il riso importato nell’Unione Europea dalla Cambogia. Apprezziamo il grande impegno del ministro Martina per portare in Europa la richiesta di risolvere la crisi risicola costruendo le necessarie alleanze per l’approvazione della clausola di salvaguardia”. Lo dice Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in commissione Agricoltura commentando l’approvazione di una risoluzione del Pd in commissione in materia di produzione di riso in Italia.

“Nelle ultime 5 campagne - prosegue Oliverio - le importazioni di riso dalla Cambogia nell’Unione europea sono aumentate da 5mila a 181mila tonnellate raggiungendo il 23 per cento di tutto l’import dell’Unione grazie alla completa liberalizzazione tariffaria. In particolare, l’aumento anomalo delle importazioni di riso a basso prezzo dai Paesi asiatici sta riducendo i prezzi di mercato del riso prodotto nell’Unione al di sotto dei costi di produzione, con gravi danni per le nostre imprese. I principali paesi acquirenti del riso cambogiano sono proprio quei paesi dove si sono registrate le riduzioni più consistenti delle consegne italiane: Francia, Polonia, Paesi Bassi e Belgio. La produzione di riso in Italia rappresenta un settore di eccellenza nell’agroalimentare per la qualità, la tipicità e la sostenibilità. I livelli di criticità nei riguardi delle imprese italiane, che fanno del nostro Paese il maggiore produttore di riso in Europa, hanno raggiunto condizioni preoccupanti da indurre il Governo italiano a inviare alla Commissione Europea la richiesta di applicare all’importazione di riso dalla Cambogia la clausola di salvaguardia prevista dal regolamento (CE) n. 978/2012, al fine di ottenere il ripristino immediato del dazio ordinario di 175 euro su ogni tonnellata di riso lavorato importato dalla Cambogia, per un anno, in attesa che la Commissione europea si pronunci definitivamente sulla richiesta italiana. È anche necessario potenziare l'attività di vigilanza e prevenzione delle pratiche commerciali scorrette, della pubblicità ingannevole e comparativa illecita e rendere ancora più efficace l’attività dell'Ente risi al fine di promuovere la crescita e la competitività dell'agricoltura risicola italiana. Con l'abbandono dei terreni coltivati a riso si compromette anche l'equilibrio dell'ecosistema, soprattutto in Piemonte e Lombardia: nel 2012 la superficie coltivata era di 235 mila ettari, mentre nel 2013 si è fermata a 219 mila, segno che molte aziende hanno ridotto l'investimento a favore di altri colture. Va quindi riconosciuta la valenza ambientale delle coltivazioni di riso e la loro importanza vitale per il regime delle acque superficiali e sotterranee dell'intera pianura padana”.