• 15/04/2026

“L’introduzione nel codice penale di nuove norme dedicate ai delitti contro il patrimonio agroalimentare rappresenta senza dubbio un passo in avanti nella lotta alle frodi lungo la filiera. È un tema su cui lavoriamo da anni, fin dall’istituzione della commissione nel 2015, presieduta dal magistrato Giancarlo Caselli, e che richiedeva un intervento organico e strutturato.
Tuttavia, il testo approvato oggi dalla Camera presenta criticità e sproporzioni che non possono essere ignorate. Come Partito Democratico abbiamo scelto l’astensione proprio perché riteniamo che si potesse e si dovesse fare meglio. Alcuni emendamenti migliorativi sono stati respinti dalla maggioranza, perdendo l’occasione di rendere la norma più equilibrata ed efficace, senza mettere sullo stesso piano chi froderà colpevolmente lo Stato e chi commetterà soltanto errori formali o irregolarità documentali. Penso, ad esempio, alla rigidità introdotta su alcuni obblighi formali sulla filiera bufalina, come l’aggiornamento ‘quotidiano’, che rischia di tradursi in un aggravio burocratico per le imprese, soprattutto le più piccole, senza un reale beneficio sul piano sostanziale dei controlli. Allo stesso modo, preoccupa l’estensione eccessiva di misure che, nate con finalità cautelari, senza distinzione tra forma e sostanza, rischiano di assumere carattere anticipatorio della sanzione, con effetti sproporzionati sul sistema produttivo e di perdita economica per micro e piccole aziende. Il nostro obiettivo non era e non è indebolire i controlli, ma renderli più mirati, proporzionati ed efficaci. Serve un equilibrio tra legalità e operatività delle imprese, tra tutela dei consumatori e sostenibilità del sistema agroalimentare. Continueremo a lavorare in questa direzione, perché una buona legge deve essere non solo rigorosa, ma anche giusta e applicabile. Abbiamo avvisato la maggioranza senza esito, perché quando gli allevatori di buflae campani, pugliesi, calabresi, molisani e umbri, quando andranno a bussare alle loro porte perché bloccati da norme sproporzionate non potranno dire di non saperlo. Il governo ha scelto una eccessiva rigidità per cercare un effetto propaganda di nessuno senso”.

Così Stefano Vaccari, capogruppo PD commissione Ecomafie e segretario di Presidenza della Camera.