“Il ministro Giuli ha disertato il Consiglio dei ministri della Cultura in corso a Bruxelles, mentre da più capitali europee arrivano critiche molto dure sulla gestione italiana del caso Biennale e sulle scelte che hanno consentito spazio a contenuti riconducibili alla propaganda russa. Un’assenza politicamente strategica, che evita imbarazzi proprio nel momento in cui il tema è al centro del confronto europeo.
In sede Ue cresce infatti la presa di distanza dalla scelta italiana che ha dato spazio alla propaganda russa e incrinato la reputazione della Biennale. L’assenza di Giuli conferma inoltre che le divisioni nella maggioranza, con Lega e Fratelli d’Italia su posizioni diverse, sono ancora profonde e che il governo fatica a definire una linea comune. Il pasticcio è sotto gli occhi di tutti. Dal governo una gestione confusa che sta producendo un danno crescente alla reputazione dell’Italia, da sempre considerata un riferimento nelle politiche culturali europee e oggi fortemente criticata.”
Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo del Pd in commissione Cultura della Camera.