• 13/05/2026

Figuraccia storica che può costare tagli fondi europei

"La gestione caotica, confusionaria e imbarazzante del governo sulla vicenda della Biennale di Venezia ha messo a dura prova la credibilità istituzionale del nostro Paese, esponendo l'Italia a una figuraccia storica di proporzioni epocali. Il governo aveva tutti gli strumenti per avviare un confronto istituzionale serio e costruttivo con il presidente della Biennale: ha scelto invece il rimpallo di responsabilità, aprendo una crisi senza precedenti anche a livello europeo". Lo dichiara il deputato Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Affari europei.

"La libertà di espressione – aggiunge l’esponente dem - è un valore da difendere e preservare, ma non significa licenza di propaganda illiberale russa, né correre il rischio di aggirare le sanzioni o giustificare l'aggressione intollerabile del regime di Putin all'Ucraina. Qualora fosse accertato che la presenza russa al padiglione della Biennale rappresenti un modo per eludere le sanzioni, l'Italia rischia di subire tagli ai fondi europei destinati alla Biennale stessa. Noi riteniamo che le sanzioni debbano essere portate avanti con rigore nei confronti della Russia, per ottenere un cessate il fuoco immediato e fermare una guerra illegale che mette in pericolo l'intera Europa".

"Questa vicenda – conclude De Luca - rivela molto del governo Meloni: le istituzioni culturali più importanti al mondo vengono trasformate in campi di tensione politica, lo scaricabarile interno dimostra l'assenza di una linea politica solida e di una guida autorevole. La Presidente del Consiglio è rimasta in balia degli eventi, i ministri Giuli e Salvini sono sembrati turisti: uno ha pensato di chiudere la polemica con una passerella, l'altro ha evitato di presentarsi al Consiglio europeo dei ministri della Cultura, privando l'Italia di rappresentanza in una sede decisiva. Il nostro Paese non merita questo isolamento, non merita le critiche che ha ricevuto dai partner europei. Meriterebbe invece di essere protagonista di un percorso diplomatico che porti a un tavolo di pace per l'Ucraina, anziché alimentare, direttamente o indirettamente, la propaganda del regime russo".