“Dall’audizione di oggi emergono elementi gravi: l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) ha accertato l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza tra le principali compagnie petrolifere, un vero e proprio cartello attivo dal 2020 al 2023, che ha avuto come effetto un aumento costante dei prezzi alla pompa”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, deputato del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Attività produttive.
“Parliamo – sottolinea l’esponente dem – di una sanzione tra le più elevate mai comminate, circa un miliardo di euro, pur nella fascia più bassa rispetto al massimo potenziale di 13 miliardi. Di fronte a un arco temporale così lungo e a un impatto così rilevante sui consumatori, mi chiedo dove siano stati i controlli del ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha il compito di monitorare l’andamento dei prezzi dei carburanti. Possibile che in tre anni non sia arrivata alcuna segnalazione?”.
“C’è poi – conclude Peluffo – il tema del tavolo sulla riforma della rete di distribuzione, istituito ormai da due anni e di cui non si hanno più notizie. È evidente che questo settore è stato lasciato a sé stesso. Per questo chiedo al governo se non ritenga necessario un diverso livello di controllo e un ruolo più attivo dell’esecutivo a tutela dei cittadini e della concorrenza”.