"La decisione del preside dell'istituto comprensivo di Parma, Sanvitale-Fra Salimbene, di pubblicare sulla pagina Facebook della scuola alcuni passaggi di una chat creata da alcuni alunni su Whatsapp, che contenevano insulti irripetibili nei confronti di un ragazzo, rappresenta una scelta provocatoria ma efficace: è anche e soprattutto sui social network che possiamo conoscere gli adolescenti di oggi, i nostri figli, i nostri studenti, per ostacolare il diffondersi di una cultura della violenza verbale online che ha ripercussioni persino tragiche nella vita offline".
Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per l'infanzia e l'adolescenza, Vanna Iori.
"Vietare ai ragazzi l'utilizzo di programmi come Whatsapp, come hanno fatto alcuni genitori a Parma, non basta e non serve: occorre, al contrario, accompagnare i figli in modo costante, puntando a un uso consapevole della Rete", aggiunge Iori. "Oggi manca forse il tempo dell'accompagnamento dei figli: i genitori, troppo spesso presi dai ritmi forsennati del nostro tempo,
sottovalutano o trascurano l'importanza di educare, soprattutto a livello emotivo, i propri figli alla necessità di non utilizzare parole che feriscono gli altri", prosegue la deputata del Pd. "Chi
accompagna i genitori in questo difficile compito? E' essenziale sostenere il loro ruolo creando occasioni di incontro e di condivisione di difficoltà ed esperienze per ricostruire la condivisione educativa", conclude la responsabile nazionale del Pd per l'infanzia e l'adolescenza