• 03/03/2026

"È una sentenza storica, un trionfo della ragione e della legalità. Il TAR Lombardia ha detto chiaramente ciò che ambientalisti e scienziati ripetono da anni, a differenza di quanto propinato dal clientelare comitato tecnico faunistico venatorio architettato strumentalmente dal governo per fare la guerra alla fauna selvatica: le deroghe alla tutela degli uccelli migratori non hanno alcuna giustificazione scientifica, giuridica né etica. La delibera della Regione Lombardia è stata annullata perché in palese contrasto con la Direttiva Uccelli dell'Unione Europea, e questo ci riempie di orgoglio e di speranza”.
Così la deputata del Partito Democratico Eleonora Evi commenta la sentenza con cui il TAR della Lombardia ha annullato la delibera regionale che autorizzava la caccia in deroga ai piccoli uccelli migratori - fringuelli, peppole, storni e altre specie protette - invocando e riesumando presunte "tradizioni venatorie".
"Il TAR ha stabilito principi chiari e inequivocabili: le deroghe sono strumenti eccezionali, da applicare solo in assenza di soluzioni alternative e con motivazioni rigorose. Richiamarsi alla 'tradizione' non basta, e non è mai bastato. Questo è esattamente il messaggio che anche il governo Meloni deve accettare e deve ascoltare, e fermare il cosiddetto ddl 'sparatutto', un provvedimento vergognoso che punta a stravolgere le norme europee a tutela della fauna selvatica per accontentare le lobby armiero venatorie. Un attacco frontale alle direttive europee, all'ambiente e alla biodiversità."
"Mentre il governo va nella direzione sbagliata, i giudici amministrativi confermano che l'Italia ha obblighi europei precisi e non derogabili. Il ddl 'sparatutto' non è solo una proposta irresponsabile dal punto di vista ambientale: è una proposta illegale, destinata a scontrarsi con le corti europee esattamente come la delibera lombarda si è scontrata con il TAR. Il Partito Democratico continuerà a battersi con ogni strumento parlamentare per fermare questa deriva”.