“La composizione del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, così come voluta dal ministro Lollobrigida, finisce davanti alla Corte Costituzionale su decisione del Consiglio di Stato. Una strada obbligata visto che il ministro ha stabilito che da quel comitato, contrariamente a quanto avvenuto negli anni precedenti, fossero escluse quelle associazioni venatorie e ambientaliste che di contro la legge 157 di regolamentazione della caccia riconosce e ricomprende nella gestione degli Ambiti territoriali di caccia al fine di garantire la rappresentativa più larga possibile nella complessa azione di gestione del territorio e di tutela della biodiversità. Avevamo sostenuto la necessità di ricostituire il Comitato tecnico faunistico Venatorio e avevamo salutato con soddisfazione la decisione presa con la legge del bilancio del 2024 con il timore però, risultato fondato, che il ministro avesse esercitato la delega a comporre il Ctfvn con un successivo decreto sulla base di ragionamenti di parte”.
Così il deputato della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Ora - aggiunge - sulla questione di legittimità si pronuncerà la Corte Costituzionale. Non si modifica con un semplice decreto un Comitato che era stato introdotto da una legge statale forzando il principio di democrazia rappresentativa. Nel frattempo - conclude - insieme ai colleghi del Pd, Forattini e Rossi, ho depositato un’interrogazione parlamentare per sapere quali iniziative di competenza il ministro Lollobrigida intenda assumere al fine di fornire una adeguata rappresentanza alle regioni, alle organizzazioni professionali agricole, alle associazioni venatorie nazionali e alle associazioni di protezione ambientale in seno al Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale”.