• 26/08/2015
"Il caporalato sarà sconfitto quando riusciremo a colpire le finanze di chi alimenta il business dello sfruttamento e dello schiavismo". Lo afferma, in una nota, il presidente della Commissione Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, esprimendo "apprezzamento e sostegno all'iniziativa di oggi dei ministri Andrea Orlando e Maurizio Martina per il rafforzamento dei presidi di legalità in agricoltura".
 
"L'urgenza dell'azione di contrasto a questi fenomeni emerge con drammatica chiarezza nell'ultima denuncia della Flai Cgil Puglia - continua Bordo - che sostiene vi sia stato un incidente mortale nei campi di Rignano Garganico e che i caporali abbiano occultato il cadavere del bracciante straniero deceduto per evitare le indagini delle Forza dell'Ordine. Morti accertate e presunte, quotidiani episodi di sfruttamento, costante presenza di ghetti e baraccopoli non sono più tollerabili e ammissibili. La costruzione della 'rete del lavoro di qualità' è un primo, importante passo; ma servono, come evidenziato dagli stessi ministri delle Politiche agricole e della Giustizia, più controlli nei campi e maggiore severità nei confronti di chi si arricchisce sfruttando la manodopera italiana e straniera".
 
"Sì, perché i nuovi schiavi sono anche gli italiani tornati a lavorare nei campi a causa della crisi e dell'incremento della disoccupazione in altri comparti. Aver introdotto il reato penale di caporalato, norma giusta e necessaria, non è bastato a cancellare queste figure dal sottobosco dell'economia agricola. Colpire le aziende che li utilizzano e se ne avvantaggiano con le stesse misure utilizzate per le imprese mafiose - conclude Michele Bordo – può essere la soluzione a un problema antico delle campagne del Sud, e non solo, che ancora oggi provoca morti e offende la dignità di migliaia di lavoratrici e lavoratori".