"Era da anni che non si riscontrava un'attenzione simile da parte del Governo nei confronti del CGIE e delle istanze espresse a favore degli italiani all'estero. Con gli interventi del Ministro Gentiloni e del Sottosegretario Amendola, ad apertura dei lavori, è emersa una grande sensibilità e disponibilità nei confronti degli italiani all'estero. Un'attenzione che latitava da anni nei piani alti della Farnesina.
Sono le migliori premesse affinchè questo Cgie, appena insediato, possa elaborare una proposta di riforma dello stesso CGIE, che miri a rappresentare tutte le nuove sfaccettature della italianità nel mondo.
Serve una riforma che mantenga il compito del CGIE di monitorare le istanze degli italiani nel mondo. Ma che forse potrebbe spingersi ad ipotizzare anche nuovi campi di intervento, ad esempio l'individuazione di buone politiche realizzate all'estero su questioni di particolare interesse a livello nazionale.
Penso ad esempio ad un tema molto calzante oggi: quello dell'integrazione.
Un termine di grande attualità, di cui si sente enorme bisogno in questi mesi lacerati da attentati terroristici di natura islamica in tutta Europa. Ma al tempo stesso un termine che non si è ancora riusciti a declinare in politiche specifiche. E a cui bisogna riuscire ad attribuire in fretta contenuti e strategie che siano in grado di sortire effetti. Un termine che potrebbe venire declinato in proposte concrete dal CGIE, alla luce delle esperienze pluridecennali, conosciute dai singoli Consiglieri nei propri luoghi di provenienza. Esperienze che potrebbero risultare utili e preziose nello scenario geopolitico internazionale col quale ci vediamo confrontati". Lo ha detto Laura Garavini, commentando i lavori del CGIE, in corso a Roma per il suo insediamento ufficiale.