• 17/09/2014

''La delega sul lavoro andra' definita con i decreti attuativi. L'emendamento del Governo lascia aperte molte interpretazioni e chiarisce alcuni contenuti. Leggere questo testo con posizioni di bandiera e di comodo, come stanno facendo alcuni esponenti della destra, non serve alla discussione. Il nostro parere su alcuni contenuti e' completamente diverso, a partire dal tema dell'articolo 18''. Lo scrive in una nota il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, che puntualizza: ''La nostra battaglia continuera' sui capisaldi essenziali: la contrarieta' ad una revisione radicale allo Statuto dei lavoratori, in linea con l'emendamento del Governo; la difesa dell'articolo 18 per i nuovi occupati, assumendo come riferimento il 'modello tedesco' che prevede la reintegrazione del lavoratore''

"Al termine della progressione dei diritti c'e' reintegro. Il primo punto dell'emendamento non va tralasciato: riguarda il disboscamento delle tipologie contrattuali. Lo chiedevamo da tempo e lo abbiamo gia' fatto con il Governo Prodi: con i decreti cancelleremo le forme di lavoro piu' precarizzanti''. Quanto al contratto di inserimento, contenuto nella prima versione, il presidente della Commissione puntualizza che ''lascia il passo al contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti: questo significa che, al termine della progressione dei diritti, questi lavoratori avranno anche la tutela dell'articolo 18, come avviene attualmente quando un contratto e' a tempo indeterminato''. Damiano registra, quindi, che ''la revisione della disciplina delle mansioni, in caso di riorganizzazione aziendale, avra' come condizione essenziale la tutela del posto di lavoro, della professionalita' e delle condizioni di vita, cioe' del salario, e limiti alla modifica dell'inquadramento: definizioni da lasciare, secondo noi, alle parti sociali. I controlli a distanza riguarderanno gli impianti e non i lavoratori, tutelati nella dignita' e nella riservatezza. L'emendamento del Governo limita il compenso orario minimo, nella nuova formulazione, ai soli settori non regolati da contratti collettivi, come espressamente richiesto dal Pd''.