«Dopo la legge blocca idonei, il Governo introduce con questa proposta un vero e proprio blocca merito». Lo ha dichiarato in Aula Andrea Casu, deputato del Partito Democratico, intervenendo nella discussione generale sulla riforma della valutazione della performance nella pubblica amministrazione.
«Fissare per legge che solo il 30 per cento possa ottenere le valutazioni più elevate significa decidere a priori chi può essere considerato eccellente, indipendentemente dai risultati raggiunti mettendo in competizione diretta persone che dovrebbero invece collaborare ad alzare tutto il livello delle prestazioni della pubblica amministrazione», ha spiegato.
Secondo Casu, si tratta di una scelta “che non premia il vero merito ma crea competizione forzata e demotivazione tra i lavoratori, come evidenziato dai rappresentanti dei sindacati più rappresentativi CGIL, CISL e UIL nel corso delle audizioni parlamentari.”
«Senza risorse aggiuntive – ha aggiunto – l’eccellenza di pochi viene pagata dal resto del personale, alimentando conflittualità interna.
Il deputato dem ha infine richiamato l’articolo 97 della Costituzione sottolineando i rischi delle nuove procedure previste per la selezione dei dirigenti “che rischiano di compromettere l’imparzialità e la trasparenza penalizzando l’accesso esterno e dei giovani. Il Ministro Zangrillo ha già fissato l’assurdo limite del 20 per cento allo scorrimento delle graduatorie anche laddove il fabbisogno assunzionale sia maggiore alla quota prevista dal Governo. Non si migliora la pubblica amministrazione tenendo fuori le persone che hanno già superato con successo un concorso e potrebbero garantire servizi più efficienti subito o mettendo in competizione per una quota di valutazioni massime prefissata i lavoratori ma attraverso formazione, investimenti e valutazioni oggettive per tutta la PA».