“Sessismo e maschilismo sono problemi antichi nel nostro Paese e vorremmo poter dire che passi avanti negli ultimi anni ne sono stati fatti.
Eppure queste odiose forme di discriminazione ancora persistono, nei luoghi di lavoro, di divertimento, nella politica, nel giornalismo; offese che ancora troppe donne, troppe ragazze, sono costrette a subire nella vita di tutti i giorni. Quella contro il sessismo è una battaglia che riguarda tutti, donne e uomini di ogni estrazione sociale e culturale, di ogni convinzione politica. È dunque grave, molto grave, che il direttore di un giornale per attaccare una Ministra di cui non condivide la linea politica non trovi di meglio che fare battutine su cellulite, prova costume e desiderio di maternità.
Colpisce la leggerezza, la mancanza di consapevolezza, la spregiudicatezza, con cui sono state scritte quelle parole. E non sono frasi dal senno fuggite nella foga di un dibattito (e sarebbero ugualmente gravi) ma sono parole scritte e stampate. E allora due sono le possibilità, o Travaglio considera giustificabile nella battaglia politica usare frasi sessiste contro una Ministra, oppure nemmeno si rende conto che quelle frasette stupide sono attacchi sessisti. E onestamente è difficile stabilire quale delle due ipotesi sia più grave.
Certo, avremmo potuto liquidarle con un’alzata di spalle, come l’ennesimo attacco fuori luogo nel dibattito politico, l’ennesima sparata per cercare di contrastare il calo delle vendite, ma abbiamo deciso di non farlo, di non lasciar perdere, perché crediamo che ogni giorno in cui non facciamo un passo avanti nella battaglia contro il sessismo e il maschilismo stiamo in realtà facendo un passo indietro; perché ogni giorno lasciato passare senza lottare contro quella cultura machista è un giorno perso. E in questa battaglia contro le discriminazioni di giorni persi ne abbiamo visti fin troppi”.
Lo scrivono in un post su FaceBook le deputate del Gruppo Pd alla Camera.