• 10/05/2015

" I temi della diseguaglianza sociale, che stiamo sollevando da tempo, sono finalmente balzati agli onori delle cronache. Le questioni da risolvere sono almeno due: fare le scelte giuste e trovare le risorse adeguate."
Lo dichiara in una nota il Presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano.
" L'elenco dei problemi è purtroppo lungo - spiega Damiano - e comprende: nuova indicizzazione delle pensioni, dopo la sentenza della Consulta (il costo, secondo la CGIA di Mestre, ammonterebbe a 16 miliardi di euro); reddito minimo o di cittadinanza ( se si volesse dare un assegno di 600 euro al mese ad un milione di persone senza lavoro, la spesa strutturale annua ammonterebbe a 7 miliardi e 200 milioni di euro e attualmente i disoccupati superano quota 3 milioni); adeguamento delle pensioni "incapienti", quelle che arrivano fino a 600 euro al mese e che riguardano circa 6 milioni di pensionati; soluzione del problema degli "esodati" non compresi nei 170.000 salvaguardati (le risorse in questo caso ci sono per una soluzione, anche se parziale, utilizzando i risparmi del Fondo appositamente costituito); introduzione di un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico per consentire, soprattutto a chi è rimasto senza lavoro, di poter andare in pensione a partire dai 62 anni di età (anche in questo caso sarebbero necessari alcuni miliardi di euro)".
" La massa e l'urgenza dei problemi sociali irrisolti è enorme e richiede risorse attualmente non disponibili. Occorre una attenta regia da parte del Governo con il pieno coinvolgimento del Parlamento e delle parti sociali per l'individuazione di priorità condivise. Scegliere da soli sarà moderno, ma si commettono troppi errori" conclude il Presidente.