• 19/03/2026

“Il decreto carburanti approvato dal Governo è l’ennesimo intervento emergenziale che non affronta le cause strutturali del caro energia e si limita a produrre un effetto annuncio di brevissimo periodo.

Siamo di fronte al quarto decreto d’urgenza in materia energetica in questa legislatura, con un’impostazione identica ai provvedimenti già adottati nel 2023: stesse misure, stessi strumenti, stessi limiti. Cambia il contesto, ma non cambia l’incapacità del Governo di costruire una strategia credibile. La verità è semplice: questo decreto non risolve nulla.

La riduzione delle accise, che rappresenta il cuore del provvedimento, dura appena 20 giorni. Non è una misura per sostenere famiglie e imprese, ma un intervento pensato per costruire un titolo di giornale. Nessuno pianifica i consumi su un orizzonte così breve: il beneficio è temporaneo, incerto e dipende interamente dalla reale trasmissione dei prezzi alla pompa.

Ancora più grave è la totale assenza di misure strutturali, come la formazione dei prezzi o la struttura delle accise nel lungo periodo.

Sul fronte della trasparenza, il Governo ripropone norme già introdotte nel 2023 e già dimostratesi inefficaci, senza aver mai fornito al Parlamento una valutazione dei risultati ottenuti. È un fatto politicamente grave: si replicano strumenti falliti senza alcuna rendicontazione. Per questo chiediamo che il Governo presenti un report sull’applicazione del DL 5/2023 come condizione per una valutazione consapevole del nuovo provvedimento”. Così in una nota Vinicio Peluffo, vicepresidente Pd della commissione Attività produttive della Camera.