• 10/09/2014

“Nella sua conferenza in corso a Roma, l’Uefa ha messo il razzismo e le discriminazioni al primo posto tra i nemici da battere, e la sua agenda di educazione, prevenzione e sanzioni per tutti quelli che sbagliano viene condivisa anche con le associazioni dei tifosi.  Questa è la sfida da raccogliere, se vogliamo riportare gli appassionati allo stadio, altro che inutili tessere dei tifosi. A quando un programma Respect anche in Italia?”. Lo dichiara Filippo Fossati che plaude all’impegno alla vigilia della discussione in Commissione Giustizia del decreto Alfano sull’inasprimento del Daspo per i tifosi violenti.

“E’ vero che il calcio è uno specchio della società. In Italia però, diventa uno specchio deformante e altera ogni fenomeno: si trascurano le potenzialità educative e popolari del calcio, si fanno solo chiacchiere sulle brutte parole sbagliate dei numeri uno e l’unica misura del governo è quella di colpire le tifoserie. Possibile che tutto si riduca in un problema di ordine pubblico? Per separare i violenti da coloro che vivono il calcio con partecipazione e passione occorre intavolare un dialogo, non affidarsi unicamente a misure repressive e propagandistiche. L’Uefa propone delle strategie, già sperimentate in altri Paesi europei, per combattere la violenza e il razzismo. Mi auguro che l’appello del presidente Michel Platini venga raccolto dai vertici federali e dal governo, per essere trasformato in progetti concreti per il rispetto, la dignità e i diritti di tutti i giocatori e di chi decide di tornare a frequentare gli stadi con la necessaria sicurezza e civiltà”.