• 26/02/2025

Il Partito Democratico denuncia il disinteresse del ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, nei confronti della gestione dell'Enci (Ente Nazionale Cinofilia Italiana). Il ministro continua a ignorare le criticità che stanno minando la gestione dell'ente, con conseguenze sul patrimonio zootecnico delle razze canine italiane.

“La risposta del sottosegretario D’Eramo a un’interrogazione parlamentare del Partito Democratico è stata insoddisfacente. Il ministro Lollobrigida potrebbe intervenire, considerando che il suo ministero ha il compito di vigilare sull’Enci, a cui lo Stato ha affidato la tenuta dei libri genealogici. L'Ente è soggetto a una forte presenza ministeriale nel proprio organigramma: un membro del ministero nel Consiglio Direttivo, due nella Commissione Centrale di Controllo, due sindaci revisori su tre (entrambi dirigenti pubblici, di cui uno capo di gabinetto di un ministro in carica) e un delegato nel Comitato Consultivo degli Esperti. Inoltre, il capo scorta del ministro è parte del direttivo Enci e ricopre altri incarichi per decisione del ministro. Tuttavia, si continua a sostenere che l'Enci sia un'associazione privata, senza riconoscere che la gestione dei libri genealogici è di interesse pubblico e che, in caso di criticità, il ministero può intervenire con poteri sostitutivi.” Così il deputato Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di presidenza della Camera.

“Dalla gestione dei libri genealogici – sottolinea l’esponente dem - derivano vantaggi economici, con oltre 10 milioni di euro versati dai cittadini per diritti, manifestazioni e pedigree. Mentre le inchieste giornalistiche, come quelle di Report, stanno portando alla luce aspetti preoccupanti, il ministro resta in silenzio. Cosa si vuole nascondere? Si attende forse l'intervento della magistratura o della Guardia di Finanza? Su questioni come doping, maltrattamenti, controlli sugli allevamenti e cucciolate, gare in periodi di riproduzione della fauna selvatica e gestione dei rimborsi, il ministero non ha fornito alcuna risposta. Un dossier sull’Enci è stato depositato anche in Commissione Antimafia, senza conseguenze.”

“Resta da chiarire – conclude Vaccari – il rapporto tra l’Enci e la deputata Brambilla, con particolare attenzione alle risorse economiche ricevute. Inoltre, sul tema dei pedigree falsi, una recente sentenza del Tribunale di Milano ha confermato le accuse segnalate dal dottor Bocchino già nel 2017. Serve trasparenza. Il Pd ribadisce l’invito a nominare un commissario ad acta per fare chiarezza sulla gestione dell'Enci. Non intervenire significa che il ministro e il governo si assumeranno la responsabilità di quanto accaduto e di ciò che accadrà.”