Post su FB DI ETTORE ROSATO, presidente deputati PD
Ho conosciuto Max Fanelli a inizio anno, sono andato a trovarlo a casa sua a Senigallia.
Un uomo coraggioso e fermo nelle sue idee: voleva una morte decente, quasi una risposta alla violenza della malattia. Le atroci sofferenze non gli avevano tolto il desiderio di combattere per una causa non personale, ma umana. Lo ha sempre fatto cercando di praticare inclusione ed evitando sterili conflitti.
#iostoconmax è diventato un movimento per ottenere una fine dignitosa per i malati terminali e rivendicare la loro libertà di decidere.
C’è un caos legislativo intorno a questi temi, in parte anche giustificato dalla delicatezza del tema.
E’ il momento di agire. Lo dobbiamo anche a Max. Alleviare le sofferenze e rispettare la volontà dell’individuo, devono essere i due principi a cui ispirarsi. Portare a casa una legge che tenga conto delle molte sensibilità, ma anche del valore della solidarietà e della vicinanza a chi soffre, è un compito che la politica non può più rinviare.