La vice presidente della Camera: non siamo immuni, il male assoluto può ripresentarsi sotto altre vesti e noi dobbiamo saperlo riconoscere
“Ci sono voluti sessant’anni perché alle Nazioni Unite si decidesse di dedicare una Giornata al ricordo dell’orrore dei campi di sterminio. A rivedere le immagini che si trovarono di fronte quei soldati dell’Armata Rossa quando entrarono ad Auschwitz, a rileggere le frasi e le pagine di Primo Levi, di Anna Frank, di tanti deportati e prigionieri di quella follia omicida, ognuno di noi è portato a pensare che quell’orrore non possa ripetersi. E invece, purtroppo, non è così”.
Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni, nella Giornata della Memoria.
“Quelle immagini e quelle parole parlano di noi, dell’oggi – continua - dei rischi per il futuro. La violenza cieca del terrorismo di matrice islamica, l’antisemitismo nelle città europee, ma anche il crescere di fenomeni di odio e di intolleranza verso tutti coloro che sono “diversi” per razza, religione, orientamento sessuale, ci dicono che non siamo immuni, che il male assoluto può ripresentarsi sotto altre vesti e noi dobbiamo saperlo riconoscere. Per questo – conclude - è necessario coltivare la Memoria”.