• 10/02/2026

"Il senatore La Russa ha perso l’ennesima occasione per assolvere, con disciplina ed onore, al suo ruolo di presidente del Senato e di seconda carica dello Stato. Ha trasformato la Giornata del ricordo per atteggiarsi a fazioso interprete degli avvenimenti storici facendo omissioni e strumentalizzando quanto tragicamente successo in quella parte di territorio. L’importante per La Russa non era rinnovare la memoria, in maniera condivisa, in un evento solenne davanti al Presidente della Repubblica Mattarella, per riconoscere le responsabilità, le omissioni e i silenzi certo, e riaffermare il rifiuto di ogni barbarie ma gettare discreto su altre parti politiche e istituzionali".

Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
"Ricordare le foibe e l’esodo forzato di istriani, fiumani e dalmati - aggiunge - significa confrontarsi con una delle ferite più profonde e complesse della storia europea del Novecento e il dramma vissuto dalle migliaia di italiani residenti nell’area del confine orientale, che  furono uccisi o costretti ad abbandonare le proprie terre, vittime di una violenza cieca brutale che colpì anche civili innocenti e segnò intere comunità.
Significa però al tempo stesso non cancellare il contesto storico in cui maturò il dramma delle foibe a cominciare dalle responsabilità del fascismo, dalle politiche di occupazione, dalla repressione e snazionalizzazione, dalle stragi e dalle brutalità commesse nei Balcani, che alimentarono un ciclo di odio e vendetta culminato in nuove atrocità. Tenere insieme queste verità non indebolisce il ricordo, lo rafforza. Solo una memoria onesta, completa e condivisa può restituire dignità alle vittime, evitare semplificazioni ideologiche e trasformare il passato in una lezione per il presente. Il senatore La Russa - conclude - se lo ricordi la prossima volta prima di rappresentare in modo inadeguato la seconda carica dello Stato".