• 15/07/2015

Bene le dichiarazioni di oggi del ministro Orlando e il suo impegno per garantire le pari opportunità nella riforma del Csm, che oggi vede la presenza di solo due donne. Le donne sono entrate in magistratura 50 anni fa e sono già moltissime, circa la metà delle 9.247 toghe in servizio, e non devono essere penalizzate nell'elezione degli incarichi direttivi, come, invece, purtroppo accade.

Come ricorda l’Associazione Italiana donne magistrato in una lettera inviata al presidente Mattarella, nell’ultimo quadriennio soltanto 46 incarichi direttivi sui 298 conferiti sono stati ricoperti da donne. Le magistrate sono destinate ad aumentare, dato che nei concorsi vengono assunte più degli uomini, e quindi è importante che nella riforma della dirigenza, a cui il Csm sta lavorando, si tenga conto di questo dato promuovendo un'equa rappresentanza.

I tempi sono maturi per favorire azioni positive volte a riequilibrare la rappresentanza di genere negli incarichi dirigenziali e regole che garantiscano le pari opportunità nell'elezione del Csm: sosteniamo dunque l'impegno del ministro Orlando.

Lo afferma Roberta Agostini, deputata del Pd.