“Le dimissioni di Delmastro sono un atto dovuto anche se tardivo. Il sottosegretario, già condannato per rivelazione di segreto di ufficio, che aveva accusato esponenti del PD per un’ispezione in carcere di inchinarsi ai mafiosi, si è messo in società nel ramo della ristorazione a Roma, insieme a un pezzo del gruppo dirigente di Fratelli d’Italia del Piemonte, con una ragazza appena maggiorenne figlia di persona sotto processo e poi condannata e arrestata per agevolazione di associazione mafiosa. Di questa partecipazione societaria non c’è traccia nelle dichiarazioni che per la trasparenza devono essere pubblicate. Non è ingenuità, è gravissimo e per questo erano scontate le dimissioni. Così come sono scontate le dimissioni di Bartolozzi che invitata a votare Si per spazzare via la magistratura. Ma cosa dice Meloni che li ha difesi fino a poche ore fa, ha evitato di prendere provvedimenti prima del referendum e ha minimizzato i loro comportamenti?” Così il capogruppo democratico in commissione giustizia della Camera, Federico Gianassi commenta le dimissioni di Bartolozzi e Delmastro.