• 23/05/2016

“ Domani ci sarà l'incontro tra Governo e sindacati sui temi delle pensioni e del lavoro, che noi abbiamo rivendicato da tempo con forza. Chiediamo anche, al più presto, un confronto con il Parlamento”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

“ Su questi argomenti – prosegue - non si possono calare dall'alto le soluzioni: non siamo più all'emergenza economica del Governo Monti ed il nostro sistema pensionistico è il più solido d'Europa. Lo dimostra quanto c'è scritto nell'ultimo DEF: che i risparmi che si realizzeranno con le riforme del 2004 (Maroni), 2007 (Damiano) e 2011 (Fornero), saranno pari a 900 miliardi di euro fino al 2050. Rispetto alla proposta dell'Anticipo Pensionistico (APE), noi abbiamo quattro osservazioni: non vogliamo un prestito, ma una flessibilità e, quindi, l'ufficiale pagatore dev'essere l'INPS e non le banche; l'anticipo dev'essere di 4 anni e non di 3 come dice il Governo; la penalizzazione annua dev'essere mediamente del 2% e, in ogni caso, le pensioni fino a 2.000 euro lordi mensili non devono superare tale soglia; devono essere coinvolti anche i lavoratori precoci, per i quali chiediamo la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi”.

“ Tre anni fa – spiega Damiano - abbiamo presentato una proposta di legge sulla flessibilità delle pensioni ed il sindacato si è mobilitato unitariamente, con le sue proposte, sullo stesso obiettivo”.

“ Il fatto che la flessibilità sia entrata a far parte dell'Agenda politica di Renzi e che si sia aperto un confronto che deve proseguire, lo riteniamo un primo risultato. Sarà necessario trovare le soluzioni condivise e positive anche perché le pensioni orientano, da sempre, le scelte di voto di milioni di cittadini”, conclude.