"Il tema delle intercettazioni va affrontato all'interno di una prospettiva in grado di tenere assieme il diritto all'informazione con quello alla privacy: una soluzione d'equilibrio è necessaria per evitare che da una parte gli abusi possano trovare legittimazione, andando a ledere la riservatezza dei cittadini, e dall'altra per garantire ai giornalisti di svolgere il proprio mestiere, offrendo un servizio fondamentale alla collettività". Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd e segretario della commissione Giustizia della Camera, Vanna Iori. "Il Pd, come ha sottolineato il responsabile Giustizia del partito, David Ermini, è pronto a mettere in campo un emendamento al ddl penale per salvaguardare i professionisti dall'eventuale applicazione della norma in questione, che sarà soggetta a un'attenta valutazione come indicato anche dal ministro Orlando", prosegue Iori. "Allo stesso tempo credo sia inevitabile porre dei limiti alla pubblicazione delle intercettazioni, audio e video, che nulla hanno a che fare con il diritto all'informazione: esistono, in tal senso, regolamenti e codici deontologici che vietano l'utilizzo di informazioni sensibili da parte dei giornalisti", aggiunge la deputata del Pd. "Sul fronte dei minori, ad esempio, è necessario far rispettare l'applicazione della Carta di Treviso, che in molti casi è stata violata da un'informazione scorretta, causando gravi ripercussioni negative per il benessere dei bambini e degli adolescenti coinvolti: in questo caso le regole esistono già e una loro corretta applicazione garantirebbe, ad esempio, di evitare situazioni dolorose e compromettenti per i minori", conclude la responsabile nazionale del Pd per l'infanzia e l'adolescenza.