"Concordo con il Vicepresidente del CSM Legnini: nessuno può pensare di limitare il potere di intercettazione da parte della magistratura inquirente. Sarebbe un colpo letale alla lotta contro la delinquenza, la corruzione e la criminalità. Così come Legnini ha ragione quando ribadisce la necessità di trovare il modo di regolare la pubblicazione delle intercettazioni evitando di coinvolgere persone non coinvolte in indagini ed aspetti privati non legati ad inchieste. Si tratta, secondo me, di regole da concordare con il mondo dell'informazione che ha un ruolo fondamentale per la trasparenza della vita democratica, tenendo insieme diritto all'informazione con il rispetto non ipocrita della privacy. E anche per questo concordo con il Vicepresidente del CSM quando esclude ogni ipotesi di carcere per i giornalisti in caso di mancato rispetto di queste possibili regole. Ci mancherebbe altro! Sarebbe un'aberrazione, mentre, tra l'altro, stiamo per togliere il carcere anche per la diffamazione a mezzo stampa". Lo afferma il capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Walter Verini.