La vice presidente della Camera: intesa con chi ha condiviso la proposta iniziale, senza escludere la possibilità di coinvolgere altri gruppi
“Vorrei dire al Presidente Brunetta che Renzi non ha posto e non pone ricatti sulla legge elettorale. Semplicemente vogliamo rispettare un calendario di impegni che più di una volta il presidente del Consiglio ha illustrato in Parlamento e che ancora qualche giorno fa ha ribadito di fronte ai deputati e senatori del Pd. L'incontro di ieri con Berlusconi conferma la volontà del Pd di riscrivere le regole andando anche oltre i confini della maggioranza di governo. Le modifiche che abbiamo proposto non contraddicono l'impianto della legge uscita dalla Camera, ma raccolgono preoccupazioni e idee emerse nel corso del confronto di queste settimane, che semmai rafforzano il sistema sia sul piano della governabilità sia sul terreno del rapporto tra eletti ed elettori”
Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni.
“Nell'agenda discussa in Parlamento più volte avevamo previsto l'approvazione della riforma elettorale entro la fine del 2014 – continua - Dobbiamo dunque far ripartire il confronto e l'esame della riforma elettorale, ricercando l'intesa innanzi tutto tra le forze che hanno condiviso la proposta iniziale, senza con questo precludere la possibilità di coinvolgere anche altri gruppi. Non è con i retroscena che questo Paese ripartirà, vogliamo governare per cambiare l'Italia. È interesse innanzi tutto del Presidente del Consiglio e del Pd concludere la legislatura nel 2018 e realizzare le riforme che servono al Paese – conclude - ma non possiamo aspettare il 2017 per cambiare la legge elettorale, tanto più dopo la sentenza della Consulta da cui il Parlamento deve necessariamente partire”.