“La struttura di accoglienza di Lampedusa si è dimostrata totalmente inadeguata, con una scarsa manutenzione e una gestione da rivedere che sia in grado di contenere al meglio l’emergenza migranti”. Lo afferma Federico Gelli, presidente della Commissione d’inchiesta migranti, all’indomani della visita al centro di prima accoglienza di Lampedusa con la Commissione.
“Con Lampedusa – ha dichiarato Gelli – si è concluso il primo giro di sopralluoghi dei quattro hotspot presenti in Italia, realizzati come richiesto dall’Unione Europea. Purtroppo non possiamo nasconderci che il sistema deve essere messo interamente a regime e cambiare radicalmente, in particolare assicurando un veloce deflusso dei migranti, a oggi il problema maggiore. In questi centri si dovrebbe rispettare un tempo massimo di permanenza del migrante di 48 ore, quando in realtà la media è superiore ai 10 giorni. I minori non accompagnati, categoria che dovremmo tutelare con ogni sforzo possibile, restano in queste strutture anche un mese e mezzo subendo, quindi, il peggior trattamento”.
“Abbiamo riscontrato inoltre – spiega Gelli – una grave disomogeneità di organizzazione, che differisce in ogni centro. La carenza di requisiti igienico sanitari e la scarsa manutenzione delle strutture non possono essere ignorate. Tutte le strutture visitate devono migliorare a cominciare dalla messa a regime dei servizi erogati. Alcuni centri neppure sono a conoscenza di ciò che devono garantire, in assenza di una cornice giuridica che è compito del legislatore proporre in tempi brevi. E’ evidente che l’intero sistema di accoglienza, che si basa sugli hotpost, non può essere sostenibile ancora a lungo se non invertiamo presto questa rotta, rivedendo interamente un sistema che così com’è oggi rischia di arrivare al collasso con conseguenze gravissime per tutto il territorio.”
"Ci faremo carico di proporre al governo– conclude Gelli – un progetto di riorganizzazione in grado di uniformare l’attività di tutte le strutture in linea con quanto riscontrato in queste visite nel rispetto dei principi di accoglienza e dei diritti umani che il nostro Paese deve poter garantire".