“Il quadro tracciato dall'Istat in audizione alla Camera in merito alla condizione lavorativa e previdenziale delle donne italiane continua ad essere preoccupante. Le donne percepiscono un importo pensionistico notevolmente inferiore a quello degli uomini, hanno percorsi lavorativi atipici e frammentati in misura maggiore a quelli degli uomini. Il 30% circa delle donne lascia il lavoro dopo la gravidanza o per motivi legati alla gestione familiare, ed il numero è cresciuto dal 2005 al 2012 anche per effetto della crisi economica”. Lo dichiara deputata democratica, Roberta Agostini.
“L'Italia –prosegue Roberta Agostini - continua ad essere un Paese caratterizzato da un'elevata asimmetria dei ruoli di coppia, da una bassa offerta di servizi, da scarse politiche di conciliazione. Di fronte ad una situazione tanto grave servono risorse, investimenti, provvedimenti concreti ed una terapia d'urto efficace che cambi la vita delle donne italiane ed offra una risposta alla crisi economica del paese. Ci aspettiamo che, a partire dalla prossima legge di stabilità, il governo intervenga con misure coraggiose e all'altezza della gravità della situazione sul tema del lavoro femminile, della conciliazione, dei servizi, delle disparità salariali e pensionistiche, che possano finalmente determinare un'inversione di tendenza di un quadro peggiorato negli ultimi anni”.