• 09/11/2015

"D'Attorre se n'è andato dal PD perché "la sinistra interna non è riuscita a toccare palla". Io la penso al contrario: sul Jobs Act, sulla riforma elettorale e costituzionale la palla l'abbiamo toccata e abbiamo pure segnato qualche goal". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
" Certo - prosegue - non si può pretendere di vincere la partita: siamo, almeno fino al prossimo congresso, una minoranza. Anzi, alcune minoranze".
"Anche sulla legge di Stabilità c'è il segno della nostra elaborazione. Ci sono misure di crescita - continua - se si abbandona la dottrina del rigore: è quello che abbiamo sempre chiesto a Renzi ed all'Europa".
" Ci sono interventi di equità sociale, anche se vanno resi più robusti: un sostegno alla povertà; la settima salvaguardia degli esodati, Opzione Donna e no tax area per i pensionati: misure per le quali ci stiamo battendo da anni, che non erano scontate e che vogliamo migliorare con i nostri emendamenti. Chiediamo - spiega Damiano- che possano optare per la pensione a 57-58 anni con 35 di contributi le donne che arrivano a quell'età anche nell'ultimo trimestre del 2015; che non si dimentichi che la settima salvaguardia, che tutelerà oltre 31.000 lavoratori, non risolve il problema dei 20.000 rimasti fuori (dati INPS); che la no tax area andrebbe anticipata al 2016. Siamo stati ascoltati sul prolungamento degli incentivi al contratto a tutele crescenti oltre il 2015, anche se vogliamo che il tetto degli 8.060 euro rimanga per il Mezzogiorno. Infine, chiediamo che il Governo cancelli la "cattiveria" del taglio di risorse a CAF e Patronati, dimenticando l'accordo dell'anno scorso".
"La nostra è un'azione riformista, di sinistra, dentro il PD e trova il sostegno concreto di decine di migliaia di cittadini alle prese con i problemi della vita quotidiana, primo fra tutti quello di arrivare a fine mese" conclude l'esponente PD.