"Le mafie agiscono a livello internazionale e fanno della caduta delle frontiere un loro punto di forza. Le relazioni di tutte le principali istituzioni antimafia (CRIM, Direzione Nazionale Antimafia, Rapporto del Comitato per il semestre di Presidenza EU della Commissione Antimafia) sottolineano come sia necessario un contrasto internazionale, capace di aggredire il fenomeno in modo sovranazionale. Anche l'attentato di ieri, con l'esplosione di una autovettura a Berlino da parte della mafia russa, rende plasticamente visibile il pericolo e la sfrontatezza della nuova dimensione mafiosa nel cuore dell'Europa. Le mafie sono troppo internazionali perchè l'Europa non si doti di uno strumento antimafia. Per di più recenti inchieste e anche l'ultima relazione della Direzione Nazionale Antimafia rilevano come siano sempre più frequenti gli intrecci tra mafie e terrorismo di matrice islamica. Ecco perchè si rende utile ed urgente la concretizzazione della Procura Europea, sul modello della DNA italiana, che accentri in un'unica centrale le inchieste inerenti truffe amministrative a danno dell'Unione Europea, ma anche inchieste contro la criminalità organizzata a livello internazionale e contro il terrorismo. C'è bisogno infatti di tenere monitorata la presenza delle mafie a livello europeo, di spronare conseguenti interventi normativi e di sensibilizzare i singoli paesi al rapido recepimento delle direttive europee. Anche il fatto che l'ultima Direttiva europea sulla confisca dei beni, a soli sei mesi dalla scadenza, sia stata implementata a livello nazionale da soli 4 paesi membri su 28, è la prova di quanto sia necessario una sede idonea europea volta al contrasto alle mafie".
Lo ha detto Laura Garavini, in delegazione alla Commissione Giustizia LIBE al Parlamento Europeo con la Commissione Antimafia.