• 15/06/2016

“La Commissione sta lavorando con una specifica attenzione verso il tema dei minori non accompagnati. E’ evidente che l’incremento dei casi di irreperibilità dei minori stranieri privi di riferimenti parentali pone anche un problema di qualità e di idoneità dei centri dedicati alla loro permanenza, che la Commissione intende monitorare nel modo più intenso possibile”. Lo dichiara Federico Gelli, presidente della Commissione d’inchiesta sui migranti che commenta così i dati di Unicef che attestano ad oltre 7mila i minorenni non accompagnati arrivati in Italia, il doppio rispetto allo scorso anno.

“Sappiamo – spiega - che molti minori stranieri non accompagnati giungono in Italia con un foglietto, un numero di telefono e percorsi migratori già prefissati e mirati a raggiungere altri Paesi. Per paura di non proseguire il viaggio si allontanano dai nostri centri di accoglienza. Sappiamo anche che, purtroppo, alcuni di loro sono vittime di fenomeni criminali, e penso soprattutto alle ragazze vittime di tratta. La nostra priorità è dunque quella di rafforzare il sistema di accoglienza ad hoc dedicato ai minori che arrivano in Italia, soprattutto rendendolo in grado di spiegare nel modo più convincente possibile che le normative europee consentono molte forme di ricongiungimento familiare. In altre parole, la permanenza nel nostro sistema di accoglienza non deve essere vista come un pregiudizio al raggiungimento dei paesi in cui vivono le loro comunità parentali e dove sarà per loro più facile integrarsi”.

“Occorre però un forte impegno per ridurre i tempi della burocrazia, adesso inaccettabili, di accesso agli strumenti previsti dal regolamento di Dublino di mobilità dei minori in Europa”, conclude.