“Il grido lanciato dal capo dell’FMI Cristine Lagarde risuona come un segnale particolarmente preoccupante in un Paese come l’Italia nel quale il divario di genere sul mercato del lavoro continua a essere considerevole – così la Consigliera per le Pari opportunità del presidente del Consiglio, Giovanna Martelli -. Le donne, nonostante timidi cambiamenti, incontrano notevoli difficoltà nell’avanzamento di carriera e sono sovrarappresentate nei posti di lavoro atipici e precari, mentre la carenza dei servizi per l’infanzia e per gli anziani, a cui si aggiunge un’organizzazione rigida del lavoro, rende difficile conciliare la vita professionale e quella familiare”. Secondo Martelli, c’è inoltre un elemento importante nell’allarme di Lagarde, che va colto e su cui occorre porre l’attenzione: “E’ ormai evidente che il rilancio dell’economia a livello mondiale passa attraverso il lavoro delle donne, è questo un passaggio “culturale” essenziale. Il sessismo impoverisce l’economia e favorisce le politiche depressive, inibendo la crescita di tutti i Paesi. Anche in Italia secondo la ricerca dell’FMI, viene disperso, a causa delle discriminazioni contro le donne, più del 15% della ricchezza potenziale. E’ su questo fronte che si deve agire e lo strumento è la definizione dei decreti attuativi della legge delega sul Lavoro. Si dovrà intervenire sui temi della conciliazione vita-lavoro rispetto ai processi di sviluppo territoriali e ai modelli di organizzazione aziendale finalizzati alla promozione dell’occupazione in tutte le sue forme.
Privarsi dell’essenziale stimolo produttivo di più della metà dell’umanità, non è solo un atto discriminatorio ma una vera follia, una miopia incapace di vedere nella crescita di un’economia fondata sull’eguaglianza di genere un fattore propulsivo e non un costo”.