• 25/02/2015

Il grido lanciato dal capo dell’FMI Cristine Lagarde risuona come un segnale particolarmente preoccupante in un Paese come l’Italia nel quale il divario di genere sul mercato del lavoro continua a essere considerevole – così la Consigliera per le Pari opportunità del presidente del Consiglio, Giovanna Martelli -. Le donne, nonostante timidi cambiamenti, incontrano notevoli difficoltà nell’avanzamento di carriera e sono sovrarappresentate nei posti di lavoro atipici e precari, mentre la carenza dei servizi per l’infanzia e per gli anziani, a cui si aggiunge un’organizzazione rigida del lavoro, rende difficile conciliare la vita professionale e quella familiare”. Secondo Martelli, c’è inoltre un elemento importante nell’allarme di Lagarde, che va colto e su cui occorre porre l’attenzione: “E’ ormai evidente che il rilancio dell’economia a livello mondiale passa attraverso il lavoro delle donne, è questo un passaggio “culturale” essenziale. Il sessismo impoverisce l’economia e favorisce le politiche depressive, inibendo la crescita di tutti i Paesi. Anche in Italia secondo la ricerca dell’FMI, viene disperso, a causa delle discriminazioni contro le donne, più del 15% della ricchezza potenziale. E’ su questo fronte che si deve agire e lo strumento è la definizione dei decreti attuativi della legge delega sul Lavoro. Si dovrà intervenire sui temi della conciliazione vita-lavoro rispetto ai processi di sviluppo territoriali e ai modelli di organizzazione aziendale finalizzati alla promozione dell’occupazione in tutte le sue forme.

Privarsi dell’essenziale stimolo produttivo di più della metà dell’umanità, non è solo un atto discriminatorio ma una vera follia, una miopia incapace di vedere nella crescita di un’economia fondata sull’eguaglianza di genere un fattore propulsivo e non un costo”.