Sulle Acciaierie Valbruna di Bolzano e Vicenza è necessario che il governo esca da ogni inerzia e convochi al più presto il tavolo di confronto istituzionale con la Provincia autonoma, la Regione Veneto, l’azienda e le organizzazioni sindacali, al fine di garantire certezze sul futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento”. Così si legge nell’interpellanza urgente al governo delle deputate PD, Rosanna Filippin e Sara Ferrari.
"La mobilitazione dei lavoratori di Bolzano e Vicenza - continuano le parlamentari dem -, con presidi e iniziative pubbliche, l’ultima lunedì 12 con lo sciopero e il corteo a Bolzano con centinaia di partecipanti anche da Vicenza, testimonia l’altissimo livello di preoccupazione per il rischio di chiusura o delocalizzazione di una azienda che occupa attualmente 3200 lavoratori. Il bando, con il quale la provincia autonoma di Bolzano ha messo a gara il rinnovo della concessione dei terreni su cui insiste la fabbrica, scadrà il 15 gennaio, senza alcun partecipante perché è andato deserto il sopralluogo preventivo. Le interroganti chiedono al ministro Urso cosa intenda fare a questo punto, dopo aver voluto l’istruttoria Golden Power che ha dichiarato la piena strategicità nazionale delle acciaierie Valbruna e lo sollecitano ad una nuova urgente convocazione di un tavolo".
“Non si possono più aspettare promesse vane: il governo definisca una politica efficiente per il settore industriale, capace di sostenere gli insediamenti produttivi, accompagnare la transizione e difendere l’occupazione. A novembre il Ministro aveva evocato l’esercizio di poteri speciali, ora come intende fare la sua parte per scongiurare una crisi dalle importanti possibili conseguenze sociali, occupazionali e produttive?”, concludono Filippin e Ferrari.