"Condivido, inaspettatamente, una proposta fatta oggi da Yoram Gutgeld in una intervista al Corriere della Sera relativa al pensionamento anticipato. Concordo sul fatto che esista una "dinamica di lungo termine della spesa pubblica per le pensioni migliore di quella di altri Paesi che però non ci viene riconosciuta...". Da qui la possibilità di correggere la riforma Fornero" così in una nota il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano.
" Ricordo di aver presentato già nella scorsa legislatura una proposta di legge che prevede l'uscita dal lavoro a partire dai 62 anni a condizione che il lavoratore ne abbia 35 di contributi, con una penalizzazione massima dell'8% sull'assegno pensionistico. Così come ho proposto al ministro Poletti di adottare, in alternativa, "Quota 100", vale a dire 40 anni di contributi e 60 di età, 39 e 61 e così via. Il Governo non può nuovamente eludere il problema - prosegue il Presidente - ci lamentiamo dell'aumento dell'occupazione degli anziani e della diminuzione di quella dei giovani mentre, senza colpo ferire, dal 2016 l'aspettativa di vita aumenterà di altri 4 mesi. Per intenderci: da quella data si andrà in pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi e di anzianità con 42 e 10 mesi se uomini e 41 e 10 mesi se donne. Intanto, il 14 gennaio prossimo la Corte Costituzionale deciderà sul referendum promosso dalla Lega che si propone di abrogare la legge Fornero" conclude Damiano.