La Corte dei Conti, ieri, ha certificato che la riforma delle pensioni del 2007, quella che ho fatto quando ero ministro, attraverso il sistema delle quote ha permesso di risparmiare l'1% del PIL ogni anno. Questo dimostra che il sistema si può riformare con il consenso delle parti sociali, senza creare il dramma degli esodati. La gradualità che è mancata alla "riforma" del Governo Monti va recuperata con la flessibilità. La mia partecipazione alla manifestazione di Cgil, Cisl e Uil di Torino, è la testimonianza di una convergenza oggettiva tra la nostra proposta in discussione alla Commissione lavoro della Camera e la piattaforma del sindacato. Nella reciproca autonomia hanno in comune un obiettivo: "agli anziani la pensione, ai giovani il lavoro". Il Governo deve aprire un confronto sulle pensioni con le parti sociali e con il Parlamento se si vogliono fare le correzioni nella legge di Stabilità di fine anno.