"Abbiamo sollevato il problema della flessibilità delle pensioni per primi, con la proposta di legge 857 del 2013, (Damiano-Gnecchi), e adesso siamo soddisfatti perché questo argomento è finalmente entrato tra le priorità dell'Agenda politica del Governo. Tra i lavoratori ci sono molte aspettative sul miglioramento del sistema previdenziale, che non debbono andare deluse". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
"Oggi - prosegue - il ministro Poletti è tornato sulla proposta del Governo di Anticipo pensionistico (APE) ed ha parlato di "una soluzione economicamente sostenibile e socialmente equa: ... non possiamo togliere il 3% a tutti, ci sono differenze di reddito e ci sono disoccupati ed occupati". "Su questo approccio possiamo essere d'accordo, ma vogliamo fissare alcuni punti richiamando la nostra proposta di flessibilità delle pensioni: non vogliamo un prestito, ma un anticipo dell'assegno previdenziale erogato dall'INPS; la penalizzazione può essere anche articolata per fasce di reddito, ma dev'essere mediamente non superiore al 2%; gli anni di anticipo debbono essere fino a 4, non fino a 3 come propone il Governo; i lavoratori precoci debbono poter andare in pensione con 41 anni di contributi", conclude.