“Il Pnrr sta diventando la Caporetto del Governo. La destra non lo ha votato all'opposizione e non è in grado di gestirlo ora. Avvitato tra incapacità, arroganza e tensioni interne, l'Esecutivo ha perso più tempo a cambiarlo che ad attuarlo. Le parole provocatorie del senatore Borghi che invita il governo a fare un passo indietro sui fondi, così come quelle di Giorgetti che pensa ad un rinvio impossibile della scadenza oltre il 2026, confermano le nostre preoccupazioni. La maggioranza è esplosa per le distanze siderali proprio su Europa e politica estera. Come possono convivere nella stessa maggioranza l’europeismo alla De Gasperi e il sovranismo euroscettico alla Orbàn e Le Pen? La presidente del Consiglio si è eclissata ed è in difficoltà enorme. Non mette più la faccia sul Piano consapevole del fallimento in atto”. Lo ha scritto Piero De Luca, deputato e capogruppo Pd in commissione politiche UE, su Il Foglio.
“Il Pnrr non è però soltanto un patrimonio economico e l’unica leva di crescita in un Paese bloccato ma è anche il simbolo politico di un nuovo modello di solidarietà europea che la destra, all’opposizione, ha sempre osteggiato. Oggi la questione cruciale riguarda le evidenti difficoltà di spesa, dopo i tagli imponenti già apportati a molte missioni. Dovremmo tutti lavorare per una maggiore integrazione europea: Nessun dorma, ha ricordato in modo magistrale il Presidente Mattarella. Siccome il Governo è in catalessi, la presidente del Consiglio deve dire chiaramente da che parte sta a livello UE e internazionale: con i sovranisti euroscettici e filo putiniani che vogliono disgregare l’UE o con quelli che lavorano per costruire una nuova Europa in grado di essere davvero attore economico e politico globale”. Così ha concluso il dem.