• 26/03/2026

“I sopralluoghi di una Commissione Parlamentare di Inchiesta non sono né un’attività estetica ad utilizzo incerto e men che meno un tentativo di evidenza politica a trazione risentita, causata solo dalla propria collocazione di parte, ma devono servire a corroborare il patrimonio conoscitivo del superiore ordinamento istituzionale. 
sindaci, presidenti di provincia, autorità di bacino, funzioni specifiche della Regione e Ministeri competenti devono procedere convergentemente, poiché le attività di mitigazione e di gestione delle crisi di suolo e sottosuolo chiamano in causa tutti, senza esclusione di parte e di latitudine territoriale.
L’infragilimento del suolo richiede un piano di intervento pluriennale e soprattutto finanziato da stabilire veritiero e non modificabile, neanche per infrastrutture ‘stupefacenti’, come il Ponte di Messina che sta assorbendo i fondi per le infrastrutture di  tutte le regioni italiane. Non c’è regione italiana risparmiata da frane, rotture del territorio e da sofferenze dei nostri fondamentali corsi d’acqua. Per questa ragione evitiamo di strapazzare i problemi seri, poiché serve solo serietà istituzionale e insistenza dei consapevoli”.
Così Luciano D’Alfonso Vice Presidente della Commissione d’Inchiesta e  Antonino Iaria Segretario della Commissione d’Inchiesta al termine della die giorni di sopralluoghi in Emilia Romagna.