“Con Virginia Raggi si torna alla Prima Repubblica e forse neanche a quei tempi si vedevano cose del genere. Lascia stupefatti vedere la nomina, con lauto stipendio, di un consigliere comunale a capo di gabinetto. Come lascia interdetti l’escamotage di ricorrere ad un ex fedelissimo di Alemanno per firmare quegli atti che Frongia non potrebbe sottoscrivere poiché vietato dalla Legge Severino. Dunque Frongia, alla faccia della legalità, aggira la Legge Severino. Se si aggiunge che la Giunta si completa con assessori che hanno dato prova di certa omofobia e xenofobia o con figure scelte direttamente da Di Maio, certamente non siamo di fronte al tanto sbandierato nuovismo”.
Così Alessia Morani, Vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.