Potranno optare se continuare a beneficiare di Controesodo oppure del Decreto sulla internazionalizzazione
"I giovani cervelli rientrati in Italia grazie a Controesodo (o in procinto di rimpatriare entro la fine dell'anno) possono tirare un sospiro di sollievo. Grazie a quanto previsto alla Camera sulla legge di stabilità 2016, potranno infatti continuare ad usufruire dei benefici fiscali maturati a suo tempo grazie alla legge Controesodo (L. 238 del 30.12.2010) e alle relative proroghe fino al 2017, purchè rientrino in Italia entro il 31.12.2015 ed optino espressamente per questa soluzione.
Sono diverse migliaia - tra i 7.000 e i 10.000 - i giovani sotto i 40 anni che a partire dal 2010 hanno deciso di tornare in Italia alla luce di una serie di benefici fiscali introdotti dalla Legge Controesodo. Tutti giovani che dopo avere vissuto all'estero per almeno due anni, sono tornati in Italia per lavorarci per almeno cinque anni e hanno potuto tassare solo il 20% del proprio reddito (se donne) o il 30% (se uomini).
Questi benefici, inizialmente prorogati per legge fino al 2017, da settembre erano stati spazzati via dal Decreto sull'internazionalizzazione (L. 147 del 14.09.2015). Quest'ultimo infatti, introducendo nuovi parametri, per certi versi anche più vantaggiosi per l'ottenimento di benefici fiscali in caso di rientro, aveva di fatto creato confusione per tanti giovani che magari dopo essere rientrati all'improvviso non risultavano più tra gli aventi diritto.
Ora si ripristina chiarezza: tutti coloro che siano rientrati o intendano farlo entro il 31.12.2015 potranno scegliere quale regime adottare. Se poi intendono scegliere il regime introdotto con Controesodo ne potranno beneficiare fino al 31.12.2017." Lo ha dichiarato Laura Garavini, dell'Ufficio di Presidenza del Pd alla Camera, commentando il voto alla riformulazione di un emendamento da lei presentato insieme all'onorevole Vaccaro in materia di rientro dei cervelli'.