• 21/07/2016

"Era il 9 gennaio del 2014 quando Manlio Cerroni, proprietario dell'area della discarica di Malagrotta, viene arrestato per associazione a delinquere nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione rifiuti del Lazio. Stefano Vignaroli, vice presidente della commissione d'inchiesta sulle Ecomafie, oggi esponente del direttorio romano del M5S, esultava sulla sua pagina web "E' una vittoria dei cittadini! Oggi è una giornata storica per me (la lotta di una vita) e per tutti i cittadini del Lazio, che da anni denunciano il traffico illecito e la cattiva gestione dell’intero ciclo dei rifiuti".

Non solo: anche la sua compagna Paola Taverna in una recente  intervista ne aveva esaltato l'impegno sugli illeciti connessi al ciclo rifiuti, spiegando che Vignaroli "ha combattuto per anni contro Cerroni" e che dunque aveva le competenze e i valori necessari per gestire al meglio la bomba romana dei rifiuti. Alla fine però l'emergenza ha potuto più della ventilata trasparenza dei grillini che non hanno saputo  a che santo rivolgersi  e si sono piegati all'accordo segreto con l'imperatore romano dei rifiuti, rinviato a giudizio proprio in questi giorni per disastro ambientale. Il tutto, nel segreto dello studio privato di un portaborse, ora promosso assessore al XI municipio, ben lontano dai luoghi istituzionali che sarebbero consoni a tali intese", "Se questi fatti saranno confermati, e così pare dalle stesse dichiarazioni di Vignaroli su Facebook e dalla nota del Comune di Roma che lancia " il piano straordinario di pulizia Ama" chiediamo le immediate dimissioni di Vignaroli dalla Commissione sul ciclo dei rifiuti che, facciamo notare, ha poteri di indagine ed accesso ad atti secretati, indisponibili per i cittadini. E' gravissimo che i grillini, alle prese con un'emergenza rifiuti drammatica che vede addirittura i topi mordere le persone ai piedi, come è accaduto la sera del 7 luglio in una delle piazze più frequentate del centro storico romano, siano disposti a tutto. Ma questo purtroppo non stupisce  e segnala un'incapacità evidente di governare, una volta usciti dagli slogan. Il tutto nel silenzio e nell'inerzia della sindaca Raggi che pare essere in balia di un direttorio di fidanzati e amici degli amici".

Lo afferma  Alessia Morani, vicecapogruppo del Pd alla Camera.