“Bene la bocciatura da parte del Tar del Lazio dei ricorsi presentati contro il decreto della Regione Lazio sulla riorganizzazione dei consultori. I giudici affermano che le cosiddette ‘pillole del giorno dopo’ non sono farmaci abortivi ma semplici contraccettivi, come già stabilito, tra l’altro, dall’Agenzia italiana del farmaco, e che l’obiezione di coscienza da parte dei medici, per quanto previsto dalla legge 194, non si può applicare alla certificazione dello stato di gravidanza, attestazione necessaria per l’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). Tale certificazione, infatti, non riguarda l’Ivg ma è la semplice attestazione di uno stato di salute. Questa è un’ottima notizia per le donne che non si troveranno davanti un percorso ad ostacoli. Oggi viene finalmente riconosciuto dal Tar che un medico non può sottrarsi al suo compito di cura all’interno dei consultori familiari, confermando le scelte e la giusta direzione assunta dalla regione e dal presidente Zingaretti sulla strada del rilancio dei consultori e del diritto alla salute delle donne”.
Così la deputata Dem, Roberta Agostini, Vicepresidente della Commissione Affari costituzionali.