• 21/09/2016

"Dov'è finito il Referendum sulle Olimpiadi annunciato il 15 giugno via Twitter da Raggi?”. Lo chiede la vice capogruppo Pd alla Camera Alessia Morani.

"’Se dovessi diventare sindaco sarò io stessa a indire un referendum consultivo come è consentito dal regolamento’ diceva la Raggi, allora candidata M5S – ricorda Morani - durante il confronto a Sky con gli altri aspiranti sindaco. E invece, a quanto pare, una volta sindaca la Raggi non vuole più conoscere l'opinione dei suoi cittadini. Questo perché i sondaggi dicono che i Si potrebbero prevalere e quindi a quel punto dovrebbe agire in dissenso dal suo datore di lavoro. Se ne deve concludere che è più forte la volontà di Grillo o il volere dei cittadini romani? Oppure che la sindaca della Capitale deve onorare il suo contratto con la Casaleggio Associati, dal momento che altrimenti paga la penale di 150 mila euro? Quel che è certo è che Grillo comanda, Raggi esegue. Ormai siamo abituati alle giravolte della giunta, in perenne download, della Raggi: oggi l'assessore all'urbanistica Berdini non s'è fatto vedere a palazzo Senatorio, come mai? Avrebbe dovuto esprimere la sua opinione in dissenso con la sindaca sulle Olimpiadi, questo è il punto. E che dire di Di Maio, che ha dichiarato il suo Si alle Olimpiadi in caso di vittoria a Roma? Incoerenza, bugie, omertà e incapacità sono le parole chiave del malgoverno Cinquestelle a Roma”.

“Mettiamoci anche una grave forma di cialtroneria nel mancare gli appuntamenti istituzionali come quello di oggi nei confronti del presidente del Coni Malagò e degli 11 milioni di sportivi e atleti paraolimpici da lui rappresentati", conclude Morani.