Direttorio dica che pensa di omissioni Raggi su trasparenza
“Dopo il giustizialismo a giorni alterni, pare che Virginia Raggi abbia inaugurato anche il filone della trasparenza ad anni alterni. Perché la candidata grillina è venuta meno a uno dei must del Movimento 5 Stelle e, violando la legge sulla trasparenza, ha omesso di dichiarare gli incarichi ricevuti dalla Asl di Civitavecchia nel 2013 e nel 2014?”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera.
“Ci pare una ‘svista’ molto grave – spiega – non solo per un fatto di coerenza rispetto ai principi tanto sbandierati dai 5 Stelle ma, soprattutto, perché la Raggi corre il serio rischio di essere indagata e quindi di violare la legge Severino ancora prima di essere eletta sindaco. Possono permettersi la città di Roma e i suoi problemi l’incognita di un primo cittadino potenzialmente sotto indagine a poche settimane dall’insediamento?”.
“Dal momento che la Casaleggio associati e il direttorio ha il potere di graziare, come successo con Nogarin, o di espellere i sindaci indagati (vedi Quarto), i romani hanno il diritto di sapere che cosa deciderebbero nel caso in cui la Raggi risultasse sotto indagine”, conclude.