• 18/05/2016

POST SU FB DI ETTORE ROSATO, PRESIDENTE DEPUTATI PD

Sono rimasto davvero impressionato dalle parole di Virginia Raggi all’Espresso. 
Una persona che si candida a guidare una delle città più importanti del mondo, più antiche e complesse, lo fa con umiltà e coscienza del ruolo che sarà chiamata a ricoprire. 
Passi un programma accennato e confuso, una demagogia facilona e arruffapopolo, quello che stupisce è l’assoluta mancanza di rispetto per 3000 anni di storia e 3 milioni di persone che ogni giorno gravitano intorno alla Capitale. Ma il limite è decisamente superato quando, senza tanti giri di parole, Virginia Raggi ci fa capire che la città sarà eterodiretta da uno staff, uno staff anonimo: lo prevede un contratto pre elettorale da lei sottoscritto. 
Insomma ci sarà un potere opaco e oscuro che guiderà la sue decisioni, che guiderà la città. 
Per quel poco che ho imparato a conoscere Roma, non c’è un romano o romana disposta a farsi prendere in giro. Gestioni poco trasparenti e poi fantasiose Roma ne ha avute, ma così sarebbe troppo. 
Serve un sindaco capace di interpretare bisogni e valorizzare ricchezze; serve un sindaco, preparato e autonomo, che parta dal presente e guardi al futuro.