• 13/11/2025

“Secondo fonti di stampa, la Procura della Repubblica di Milano avrebbe aperto un fascicolo d’indagine relativo a un presunto gruppo di cittadini italiani che, tra il 1993 e il 1995, avrebbero partecipato all’assedio di Sarajevo in qualità di cosiddetti “turisti della guerra”: mercenari uniti alle forze militari serbo-bosniache per sparare contro civili inermi. Un reato di omicidio volontario plurimo aggravato dalla crudeltà e dai motivi abbietti, trattandosi di atti riconducibili a crimini contro l’umanità ai sensi del diritto penale internazionale.
I presunti “turisti-cecchini” avrebbero versato somme ingenti per partecipare a azioni di sterminio, arrivando a stabilire un vero e proprio ‘tariffario dell’orrore’, in base al quale ‘i bambini costavano di più, poi gli uomini (preferibilmente in divisa), le donne, mentre gli anziani potevano essere uccisi gratuitamente’. Una vicenda che, se confermata, configurerebbe fatti di estrema gravità morale, storica e giuridica, che ledono la memoria delle oltre 11.500 vittime civili dell’assedio di Sarajevo, che rischia di compromettere i rapporti bilaterali con la Bosnia Erzegovina e di danneggiare la reputazione internazionale del nostro Paese”.
Così si legge nell’interrogazione a prima firma del deputato e responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano con cui si chiede al governo quali forme di cooperazione giudiziaria internazionale intenda attivare con le autorità della Bosnia-Erzegovina per l’acquisizione di atti, testimonianze o prove utili all’indagine e per garantire che episodi di simile disumanità non possano ripetersi e che le vittime dell’assedio di Sarajevo ricevano pieno rispetto e giustizia.