"Chiediamo al Mise e al Governo tutto di valutare con attenzione il piano industriale di SKY con i relativi esuberi e trasferimenti, piano che sembra indicare un'azienda in stato di crisi e che non pare adattarsi perfettamente al caso in discussione". Lo chiedono i deputati Pd Benamati, Senaldi, Bargero, Becattini, Arlotti, Montroni, Donati, Camani, Peluffo, Scuvera, Vico, Basso, Cani, Tentori, in un question time in commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, per chiarire il caso dell'azienda Sky.
"La riorganizzazione - proseguono i deputati - appare essere estremamente penalizzante soprattutto per la sede di Roma, che ha una esperienza da tredici anni saldamente presente. Fra l'altro lo scorso settembre, l’Amministratore Delegato di Sky Italia Andrea Zappia, durante l’incontro annuale con le rappresentanze sindacali sull’andamento economico, ha confermato la solidità dell’azienda che con un fatturato di 2.800 milioni di Euro e un utile di 60 milioni di Euro si è confermata per il secondo anno la prima società per fatturato del settore, annunciando inoltre che attraverso la costituzione di Sky Europa, Sky Italia aveva acquisito lavoro qualificato, con un incremento di organico di 246 lavoratori. Poche settimane dopo, a novembre, nella sede Sky di Milano è stato sottoscritto l’accordo per la definizione del premio di risultato per la durata di 3 anni, dal 2017 al 2019".
"Appare quindi alquanto singolare che solamente dopo qualche mese vengano applicati dei tagli così penalizzanti, con un impatto sulle tre sedi nazionali, Roma, Milano e Cagliari e che prevede, per i 600 lavoratori attualmente impiegati, circa 200 esuberi e almeno 300 trasferimenti dalla sede di Roma a quella di Milano. Attendiamo quindi una risposta del Governo", concludono i deputati.