“Un attacco dannoso e senza senso. Prima il cattivo sapore, poi i macchinari che mancano o che non sono adeguati, ora la scarsità di materia prima. C’è da chiedersi con quale altro espediente la Citrag tenterà da domani di affossare la norma che eleva dal 12 al 20 per cento il succo nelle aranciate”. Lo afferma in una nota Nicodemo Oliverio, capogruppo del Pd in commissione Agricoltura della Camera e autore della disciplina approvata lo scorso ottobre in parlamento.
“Gli interessi intorno a questa partita – prosegue - sono evidentemente enormi, come pure la volontà di mettere freni a una norma che dà all’acquirente, al cittadino, un ventaglio di scelta più orientato alla qualità. D’altra parte, l’innalzamento dei livelli qualitativi è un’esigenza avvertita anche dalla migliore industria, che già produce bibite ad alto tenore di succo. Ci spiace sinceramente per la nuova presa di posizione della Citrag, l’ultima di una serie di campagne di comunicazione francamente improbabili , incentrate dapprima sulla tesi che le bibite al 20 per cento di succo avrebbero assunto un cattivo sapore, poi sulla impossibilità di adeguare la produzione con gli attuali impianti. Argomenti mai suffragati da dati concreti. Intanto migliaia di coltivatori, in Calabria, Puglia e Sicilia, spezzati da politiche dei prezzi inumane, lasciano marcire tonnellate di arance nei propri agrumeti.
Rassicuriamo la Citrag: nessuno vuole impedire la produzione in Italia di bibite a basso tenore di succo. A patto, certo – conclude Oliverio - di rinunciare alla qualifica ‘a base di frutta’. Che lasci però i cittadini liberi di riconoscere e di scegliere qualità e sicurezza alimentare”.