“A chi dice che l'Islam è incompatibile con la democrazia, direi di guardare all'attacco contro il Parlamento in Tunisia. La loro tesi, infatti, è la stessa dei fondamentalisti, che vogliono colpire ancora una volta un simbolo, quello dell'unico esperimento democratico emerso dalle Primavere arabe”. Lo dichiara Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico.
“L'esperimento tunisino - spiega Quartapelle - è un simbolo, perché dimostra che l’Islam e la democrazia possono convivere, che ci può essere un'evoluzione in senso democratico di un paese islamico. La Costituzione, le istituzioni democratiche tunisine, a partire dal suo Parlamento, sono frutto di un percorso complicato e non lineare. Un percorso che in alcuni momenti ha rischiato di sbandare, ma che però, alla fine, ha portato a una maturazione collettiva”.
“Oggi – prosegue la deputata democratica - è sotto attacco il parlamento di un Paese democratico vicino dell'Italia. Ci sono nostri connazionali tra le vittime al museo del Bardo. Ogni coscienza democratica, che sia laica, cattolica o musulmana, dovrebbe sentire questo attacco come diretto anche contro di noi e contro i nostri valori fondanti, esattamente come lo era quello contro la redazione ci Charlie Hebdo”.
“Anche a Tunisi, la democrazia e i suoi valori vanno difesi, aiutati e promossi. Più di quanto non sia stato fatto fino ad ora”, conclude Lia Quartapelle.