“Il tempo di parola riservato dai due principali gruppi di emittenti televisive a Berlusconi nel periodo giugno-settembre 2009 supera quello riservato al Presidente Renzi nel periodo giugno-settembre 2014. E lo squilibrio è maggiormente rinvenibili nelle reti televisive Mediaset. I dati in tema di pluralismo politico e istituzionale, pubblicati ora e allora da Agcom, parlano chiaro”. Lo scrive il capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai Vinicio Peluffo, in una lettera inviata oggi all’Agcom in risposta all’esposto presentato da Renato Brunetta, relativo ai dati del monitoraggio del pluralismo politico-istituzionale nel periodo compreso tra giugno a settembre 2014.
“Secondo Brunetta – spiega Peluffo - vi sarebbe stata una sovraesposizione di Matteo Renzi come Premier e come Segretario del Partito Democratico. Per questo abbiamo proceduto a un breve confronto tra il periodo citato nell’esposto da Brunetta e un periodo corrispondente nel quale il Premier fosse anche il massimo rappresentante del partito di maggioranza relativa del governo. Il periodo confrontabile, a tal fine, è quello del giugno-settembre 2009, Presidente del Consiglio l’On. Silvio Berlusconi. Peraltro, si tratta di un periodo che, nei due casi, si vede l’avvio di una nuova Commissione Europea e la ‘visibilità’ connessa a tali circostanze”.
“Nel 2009 – prosegue Peluffo - l’Agcom non prese alcuna misura, in tema di par condicio, per riequilibrare la presenza dell’allora Presidente del Consiglio e Presidente PdL, Silvio Berlusconi, nonostante il grave squilibrio osservato sulle reti Mediaset. Siamo pertanto certi che Agcom opererà in coerenza con le sue passate decisioni”.
“Non si ravvisa dunque alcuna anomalia rispetto a situazioni passate comparabili che non hanno visto interventi da parte dell’Autorità. Eventuali incrementi rispetto ad altri periodi vanno ricondotti alla specificità dell’agenda politica e in particolare al Semestre europeo e al dibattito sulla Legge di Stabilità. I numeri, insomma, parlano chiaro. Preghiamo Brunetta di leggerseli con attenzione”, conclude Vinicio Peluffo.